martedì 28 agosto 2012

30 giorni insieme, #24

Ed eccoci qui. La rubrica sta quasi per volgere al termine, cliccate qui se vi va di dare un'occhiata agli appuntamenti precedenti. Intanto oggi parliamo del primo titolo della fortunata collana 'Y' della Giunti Editore. Si tratta di Speak, noto per lo più per il film interpretato dall'ormai famosa Kristen Stewart. Lo ricordo come se fosse ieri, il giorno in cui ricevetti il pacchetto con DVD+Libro. Il cofanetto è ben rilegato, tutto in bordeaux. Il libro è breve e rende in maniera coincisa le idee e le sensazioni di una ragazza la cui vitalità e spensieratezza della gioventù le son state strappate via, relegando la propria voce nel profondo, e annegando nella vita quotidiana, dove si muove silenziosamente fra i compagni, giorno dopo giorno.
Laurie Halse Anderson pubblica il romanzo nel 1999, e giunge in Italia - assieme al film sottotitolato in italiano - dodici anni dopo. E' valsa l'attesa, e vale la pena leggerlo. La storia narrata a mo' di diario è scabra di dettagli inutili o artificiosi francesismi. E' pulita e diretta, proprio come il difficile messaggio che Melinda cerca di far passare. A tratti è proprio scritta nel gergo giovanile, proprio per rendere la storia quanto più verosimile possibile. La protagonista è una teenager emarginata e cambiata. Cambiata da una sorta di incidente che non riesce a raccontare. Caccia quella sera via dai suoi ricordi, la prende a pugni fingendo che nulla è mai accaduto davvero. E nel tentativo di minimizzare gli eventi, urla silenziosamente
L'interpretazione cinematografica ricalca a dovere i giorni che si susseguono velocemente, e l'inerzia con la quale Melinda cerca di sopravvivere nascondendo il dolore. Ragion per cui, consiglio entrambe le versioni che sono inseparabili nell'edizione italiana.



- Edizione: 4
- Contenuto: 4
- Forma espressiva: 4
- Prezzo: 5
Giudizio Finale: 4 /5

lunedì 27 agosto 2012

30 giorni insieme, #23


  • L’SI – il Soggetto Ignoto, ovvero lo stronzo infinito
  • Il fascino sottile dello stronzo
  • La squadra antistronzi
  • La diagnosi dello stronzo
  • Lo stronzo al potere: organizzarsi contro
  • La strategia dello stronzo: il gioco senza regole
  • Anche lo stronzo è vulnerabile
  • Riconosci il capo stronzo e capirai dove lavori
  • Le promesse dello stronzo impostore
  • Lo stronzo onnisciente: un collega prezioso

101 modi per liberarti dagli stronzi e trovare soddisfazione nel lavoro è un titolo che salta agli occhi, nevvero? Mesi fa ero in autogrill e mi sono imbattuta in questa enorme colonna rosa con la prima parte del titolo ben visibile (e certo, perché la parola stronzi non passa mai inosservata sulla copertina di un volume bello corposo). Il sottotitolo è appunto: Gli stronzi al lavoro: manuale per riconoscerli e sopravvivere felici a cura di Luca Stanchieri. Non l'ho comprato, ma trovo sia divertente porre l'attenzione su questa uscita curiosa (e anche economica, diciamocelo). Vi lascio con la descrizione ufficiale!

"I luoghi di lavoro sembrano sempre più infestati da stronzi. E nessuno di loro è simpatico. Il capo stronzo rende la vita impossibile, il cliente stronzo ti rovina la giornata, il collega stronzo ti irrita; alcuni contesti lavorativi sono fondati sulla cultura dello stronzo tanto da definire una nuova categoria: le aziende stronze.
Supponenza, diffidenza, controllo, aggressività, invasività, presunzione, arroganza e, perché no, idiozia: la stronzaggine è un fenomeno relazionale che sembra avere il proprio luogo d’elezione nel posto di lavoro.
Questo libro si pone l’obiettivo di riconoscere e riassumere gli atteggiamenti e i comportamenti tipici di questa categoria e offrire mezzi di tutela e difesa."

- Edizione: 4
- Contenuto: 1
- Forma espressiva: 3
- Prezzo: 5
Giudizio Finale: 3 /5

martedì 21 agosto 2012

30 giorni insieme, #22

Un modesto spreco di carta. Ma perché confezionare un'edizione dalle pagine così doppie e ruvide? La grandezza della scrittura è grossolana e ingiustificata, come tutto il pacchetto.
Per quanto riguarda la lettura in sé per sé, non è malvagia. Fabio Volo scrive di situazioni comuni, esperienze sentite e vissute. In questo romanzo sentivo di poter capire le sensazioni della protagonista, eppure percepivo la lettura con distacco. Eran sentimenti ben articolati e tutt'altro che semplici, ma nonostante ciò, c'è qualcosa che rende apatiche quelle parole scelte con cura. Credo proprio che la penna di questo scrittore non mi sazi. Non aiuta nemmeno il modo in cui è stata impostata la storia. Ad un paio di pagine di diario si alternano le parole della protagonista, che nel frattempo sembra aver scacciato le inquietudini e i demoni del passato.


- Edizione: 2
- Contenuto: 3
- Forma espressiva: 3
- Prezzo: 2
Giudizio Finale: 2.5 /5

giovedì 16 agosto 2012

Penna Awards: I° Edizione

'Giorno. Eccoci qui alla prima edizione *pamparapaaa* (suono di trombe) dei Penna Awards. Secondo le indicazioni generali che ho spiegato qualche post addietro (more info?), questa è un'umile e modesta iniziativa della suddetta per premiare gli altrui blog, nonché blogger. I premi saranno a discrezione personale e ad ognuno dei tali vi sarà una motivazione. Essendo la sola ad occuparmi di questo evento e usufruendo dunque dei miei soli due occhi, vi invito a farvi conoscere tramite i commenti, lasciando l'indirizzo del vostro blog, così ché il mio radar possa ampliare il proprio raggio grazie a voi. E, sempre nell'intento di far divenire i Penna Awards una vetrina sul mondo dei blogger letterari, il mio blogroll in fondo alla colonnina a destra è sempre pronto a farsi carico con la vostra candidatura. Detto ciò, iniziamo!

Un blog davvero ben approfondito sull'argomento principale delle letture di clacca: i manga e il mondo asiatico in generale. Per gli appassionati del genere troveranno in questo luogo un'ampia gamma di post a riguardo. L'aspetto è compatto e ben assettato. Colori vivaci e numerosi immagini divertenti rendono accogliente il punto di ritrovo. Ma ancor di più, c'è una larga veduta sul settore della fumettistica giapponese, che riguarda sempre più tipologie di letture, di modo che, la fondatrice accontenta un po tutti i palati con i suoi aggiornamenti abbastanza continui e corposi.

La penna (o dovrei dire i tasti?) di Camilla P. hanno attirato la mia attenzione. In un post presentato semplicemente come una raccolta di tre mini-recensioni c'è davvero un lavoretto ispirato. "Tre libri per un post" inizia con un'osservazione sul caldo che inevitabilmente ci porta a temi più tiepidi rispetto a quelli scaturiti dalle opere di Hugo. L'amministratrice continua a scrivere in maniera del tutto personale la propria opinione sulle letture intraprese, evitando quel triste elenco di dati sui titoli in questione, visti fin troppo spesso in molti blog. Camilla P. dice qualcosa di suo, senza annoiarci, ma avvicinandoci con spontaneità. Comunica la propria opinione, e va avanti e indietro tra i nessi della sua mente che la portano a parlare anche di qualcosa che esula - ma non troppo - dal tema trattato. Insomma, una scrittrice accattivante e convincente.


Lilly Aylmer non ha limiti: parla di tutto e di più, ha mille interessi, e gioca tanto con le immagini. Il suo tono è abbastanza confidenziale, ti invoglia a lasciarti coinvolgere,  e la personalità che traspare dal suo spazio web e dai suoi interessi è contrastante. Lei è una persona eppure ha più di una personalità da mostrare. I suoi interessi spaziano e, proprio come i colori del suo blog, vanno da tinte solari e vivaci, a toni cupi e profondi. In un modo o nell'altro, con l'accogliente Lilly, si trova sempre un argomento di cui parlare - anche extra-letterario!
Una personalità originale che fa del suo blog-diario un luogo di ritrovo piacevole.


Ed è così che si conclude la prima edizione di questa innocente e per nulla pretenziosa premiazione.
Avviserò i vincitori chiamati in causa qui - se state leggendo spero abbiate gradito l'iniziativa ;)
Intanto, per qualsiasi cosa io sono disponibile a dialogare con voi. Per quanto riguarda l'evento, se ne riparlerà ad Ottobre/Novembre. Spero che il tutto sia gradito. Detto ciò, passo e chiudo!
Buon Ferragosto!




mercoledì 15 agosto 2012

30 giorni insieme, #21

Dal Corriere della Sera di Domenica 5 Agosto 2012, riporto il titolo 4° in classifica nella Narrativa Straniera: Jo Nesbø con Lo spettro - trascurando di proposito la trilogia erotica di E.L. James (ne si parla ad oltranza, per cui provo una diffidenza istintiva verso di loro). Ebbene, informandomi meglio su questo titolo, scopro che l'autore è già noto al pubblico per il suo thriller, Il leopardo. Nesbo parla della sua ultima opera in questi termini:

«Lo spettro è il mio libro piú cupo e feroce. Tecnicamente il mio libro migliore. Quello in cui ho cercato di coordinare cuore e cervello».


Del 2012, con 551 pagine per 19 €, la pagina ufficiale della casa editrice Einaudi, presenta l'opera con questa trama:
Bentornato agli inferi, Harry Hole. Sono passati tre anni da quando Harry Hole è andato via. Via da Oslo, via dalla Centrale di polizia, via dalla donna che ha amato e ferito troppo, e troppe volte. Ma dai suoi fantasmi no, da quelli non è riuscito a fuggire: l'hanno inseguito a Hong Kong e ora lo reclamano, e Harry non può non rispondere, non può non tornare. Oleg, il figlio di Rakel, il ragazzo che lui ha cresciuto come fosse anche figlio suo, è in carcere. Accusa: l'omicidio di Gusto Hanssen, il suo migliore amico. Movente: secondo gli investigatori, un regolamento di conti nel mondo della droga. Ma Harry non ci crede. Oleg, il suo Oleg, il bambino che lo teneva per mano e lo chiamava papà, può essere diventato un tossicodipendente, ma non un assassino. E a lui non resta che correre a casa, correre contro il tempo, in cerca di una verità diversa da quella già decretata. Una verità che si nasconde tanto nelle maglie dei sentimenti piú profondi che legano le persone, quanto nei quartieri dello spaccio, con l'ombra misteriosa di un nemico inafferrabile che lo vuole morto. 


- Edizione: 5
- Contenuto: 4
- Forma espressiva: 3
- Prezzo: 3
Giudizio Finale: 4 /5

martedì 14 agosto 2012

30 giorni insieme, #20


Non lasciatevi ingannare, questo è un titolo consigliatissimo. Il problema del voto sta tutta nella pessima edizione che, per quanto con l'ultimo volume uscito (il settimo) abbia migliorato la propria saldatura delle pagine, è e resterà carente. Le pagine sono macchiate di inchiostro, di cui è inevitabile insozzarsi le mani durante la lettura. L'intera rivestitura sembra cadere a pezzi e, con la nuova versione, si è inspessita inspiegabilmente e ha ancora più di un difetto. C'è da dire che almeno l'immagine sembra esser più pulita e le pagine ben attaccate... almeno questo!
Ma passiamo al contenuto. La grafica è abbastanza espressiva e piacevole. Nulla di vistoso. Non è certo in questo che spicca. La parte migliore di Piece, di Hinako Ashihara, è la storia, approfondita da riflessioni cariche di significato. Infatti, l'opera ha un costrutto psicologico interessante, imprevedibile ed estremamente efficace. Affascina la profondità con cui si scava nella vita delle persone, e se ne traggono delle spiegazioni, delle osservazioni - mai tacite. Ci vengono proposte diverse personalità e con un'incredibile abilità, l'autrice si destreggia da un capo all'altro della trama. Una trama inizialmente enigmatica, che si destreggia poi in maniera del tutto imprevedibile tra i vari personaggi - che spuntano ad ogni tratto come funghi - e dal fulcro centrale del mistero, si passa alla vita della protagonista; una vita che cambia e che emerge tra i sentimenti umani in cui lei stessa comincia ad impigliarcisi. Dove ci porterà questa lettura? Non si sa, è dubito si possa prevedere facilmente. Ma il viaggio è senz'altro piacevole, e c'è più di un motivo per cui seguire questa serie.

- Edizione: 1
- Contenuto: 5
- Forma espressiva: 5
- Prezzo: 2
Giudizio Finale: 3 /5

30 giorni insieme, #19

Direttamente dal mio ebook, sto leggendo L'indignazione di Haruhi Suzumiya. Le light novels di Nagaru Tanigawa sono i primi file ad esser stati aggiunti sul mio caro "Kyon" (ho battezzato il mio eb-reader ù.ù). Finora in patria si contano circa 10 novels, e io sto provando a leggerle tutte, in ogni modo. Sia tradotte in italiano dai fan, sia quelle che si riescono a reperire in inglese. Purtroppo, dopo un falso allarme della Mondadori, ci è voluto molto affinché questi libri giungessero in Italia. Non è da nemmeno un anno che la J-Pop (sempre sia lodata) li ha editati. Ahimè! Il verbo è lento a diffondersi. Sono reperibili solo due volumi. Il manga - sempre edito dalla cara e attenta J-Pop - è invece avviato molto meglio, con 13 volumi in corso, superando così le avventure spericolate e sovrannaturali narrate dalla versione animata del marchio La malinconia di Haruhi Suzumiya (e il film 'La scomparsa').

Ma bando alle ciancie, parliamo piuttosto dell'ottava novel che mi sto apprestando a leggere.
C'è il classico Prologo in cui il nostro narratore, Kyon, osserva l'umore di Haruhi. La lettura è come sempre scorrevole e sagace. Ironica e pungente. La nostra Haruhi sembra esser abbastanza tranquilla in questo periodo, e ciò è fonte di ansia per i suoi compagni. Ed è così, che a dar vita e brio alla Brigata SOS, c'è il Consiglio Studentesco che minaccia loro di eliminare il club mai propriamente riconosciuto. Invece di preoccuparsene, la nostra scalmanata protagonista riconosce l'avversario e accetta la sfida... Forza ragazzi!

- Edizione/Grafica: 4
- Contenuto: 4
- Forma espressiva: 5
- Prezzo: /
Giudizio Finale: 4 /5
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