martedì 9 ottobre 2012

Il rumore dei libri.

Ci sono un bel po di novità dal mondo letterario. E un blog incentrato su di esso non può esimersi dal commentarle o quanto meno renderle note.

Il 27 Settembre le librerie inglesi sono state sommerse di acquirenti. Il motivo? La nuova opera dell'acclamatissima J.K. Rowling. Si parla di libri per adulti stavolta (ma perché? il fantasy è per forza infantile? umpf!), che ha il nome di The Casual Vagancy. L'uscita italiana - sempre edita dalla Salani - è prevista per Dicembre. Non disperate, potremo godercelo prima delle feste o, forse, trovarcelo sotto l'albero. Il tempo c'è.
Preparatevi ad un'altra Rowling. Svestita dal perbenismo e la discrezione a cui ci aveva abituata con Harry Potter. C'è sesso, ci sono parolacce e c'è anche la morte. La cittadina è descritta in maniera pura e ostica attraverso i suoi abitanti.
Non vedo l'ora di avere tra le mani questo volume e capire fin dove si è spinta la sperimentazione e il genio di quest'artista.
6 Dicembre, data da segnare.
Ieri la Medicina, oggi la Fisica, domani la Chimica.
Ma ciò che mi preme sono le premiazioni di Giovedì 11 Ottobre per il Premio Nobel per la Letteratura 2012.
Gran favorito - e speriamo non sia un fuoco di paglia tutto questo vociferare - è Haruki Murakami. Mi fa molto piacere, e sostengo questo scrittore dal fascino funesto.
Altri candidati all'ambito premio sono Mo Yan, William Trevor, Bob Dylan, Chinua Achebe, Adonis, Assai Djebar, und so weiter. Tra i nomi italiani figurano Dacia Marini, Umberto Eco e Andrea Camilleri.

A seguire, venerdì verrà assegnato il Premio Nobel per la Pace; e anche questa serata mi incuriosisce. Chissà a chi verrà attribuito.



lunedì 8 ottobre 2012

La vita di un sognatore.

Urca, che assenza!
E' colpa degli esami le cui date si accavallano e creano un grumo nella linea del tempo, un concentrato di giorni in cui sei completamente occupata - anche quando non studi - a pensare agli esami. Fortunatamente questa sessione ha portato bei risultati, oltre alle solite paranoie esistenziali...
Comunque sia, la volta scorsa vi parlavo de Le notti bianche di Dostoievski.
Non pensate alla solita polpetta pesante, suvvia. Certo il linguaggio è bello alto, e se non hai vissuto sulla propria pelle certe esperienze, ti sembra che l'autore si faccia delle pippe mentali assurde... il che non è poi tanto sbagliato in fin dei conti. Ma queste "pippette" fanno davvero parte dell'animo umano. Sono così concrete e tangibili che le parole utilizzate mi hanno spaventata.
Ti ci riconosci, ti ci immergi - nelle parole intendo. Ti commuovi nel pensare che allora non sei solo a questo mondo, non sei la pecora nera, l'eccezione, c'è un intero gregge di gente singolare e senza padrone... un gregge che non sa condurre la propria vita e cerca le risposte dentro di sé. Puntualmente, non si trova mai una risposta adeguata, una chiave per aprire la grande porta che ci conduce alla felicità.
E allora cerchi, e scavi con le unghie così in profondità da non capire più fin quando potrai continuare a farti del male dall'interno.
Ci si sabota da soli. E questo fa ancora più male.
Ci si chiama sognatori, perché della realtà non hai ancora ben capito cosa fartene.
Non sai adeguarti ad essa e vivi dell'insaziabilità della tua immaginazione, sempre ferventemente immersa in un turbine di pensieri che fanno più male che bene... ma come farne a meno?
E allora ti senti sola. O almeno incompresa.

Allora sai cosa devi fare?
Prendi questo libro, aprilo e leggilo. Qualcosa di te, dei tuoi pensieri inespressi, inevitabilmente lo troverai. E allora capirai che infondo siamo tutti in cerca delle stesse risposte. Semplicemente noi siamo i "prescelti" che le cercano in maniera errante e infelice. Ma prima o poi, spero che tutti noi troveremo la nostra strada maestra. Nàstenka!

L'opera conta meno di un centinaio di pagine, abitate da soli due personaggi. Questa storia non è propriamente una storia, ma sono racconti di un vissuto interiore, di un non-vissuto per l'inadeguatezza di una persona quadrata in una vita troppo tonda. Lo stile può risultare un po pesante, e siccome i concetti sono astratti e si inerpicano nella descrizione di sensazioni del profondo, è inevitabilmente abbastanza articolato. Sembra che i discorsi siano stati buttati giù tutti d'un fiato sulla carta.
E' una lettura estremamente consigliata a chi cerca di spiegarsi qualcosa di sé.
Vi lascio con un estratto significativo (almeno per me).


[...] perché mi vengono talvolta dei momenti di una tale angoscia, di una tale angoscia! Perché comincia già a sembrarmi in quei momenti che non sarò mai capace di cominciare a vivere una vita vera, perché già mi è parso di aver perduto ogni tatto, ogni fiuto per il reale, il presente; perché, infine, ho maledetto me stesso; perché dopo le mie notti fantastiche mi vengono quei momenti di lucidità che sono orribili! Intanto senti come intorno a te strepiti e si aggiri nel turbine della vita la folla umana, senti, vedi, come vivano gli uomini - vivono nella veglia, vedi, che la loro vita non è interdetta, che la loro vita non si dissiperò come un sogno, come una visione, [...]
[...] perché tu diventi pure adulto, esci dai tuoi ideali di prima: essi vanno in polvere, in frantumi; se poi non c'è un'altra vita, ti tocca di costruirla con quei medesimi frantumi. E intanto l'anima chiede e vuole qualcos'altro! E invano il sognatore rovista, come nella cenere, fra i suoi vecchi sogni, cercando in quella cenere almeno una favilla da rianimare col soffio, per scaldare col rinnovato fuoco il cuore intiepidito e risuscitare in esso tutto ciò che prima era così caro, che toccava l'anima, che faceva fervere il sangue, che strappava le lagrime dagli occhi e ingannava sontuosamente!

mercoledì 26 settembre 2012

I libri sotto la lampada.

Eccomi qui, a narrare le mie sventure di lettrice.
Circa due settimane fa mi sono recata presso una grande libreria che si preparava alla chiusura con gli sconti del 70%... e cosa vuoi di più dalla vita?
Ebbene arrivo alla suddetta libreria e c'è una fila enorme. No, non una normale fila composta, ma una vera è propria calca di gente che aspettava da un'ora affinché venisse chiamato il proprio nome per entrare. Lascio il mio e mi avventuro alla FNAC. Due ore dopo, migliaia di libri dopo, schiene curve e numerosi piegamenti sulle ginocchia, e me ne esco fuori dalla libreria con i miei piccoli acquisti (e al diavolo gli sconti!).
Era mia intenzione avventurarmi in un'opera a caso di Natsuo Kirino,
ma purtroppo dei suoi romanzi non c'era nemmeno l'ombra.
Allora ripiego - e che bel "ripiego" - su Murakami (ve lo ricordate? post #1, post #2).
Ben cinque delle opere del sensei si trovavano nella top 20 dei consigli della nota catena francese. Tra L'Uccello che girava le Viti del Mondo e La fine del mondo e il paese delle meraviglie, ho optato per quest'ultimo. L'immagine di copertina la trovo fantastica. L'amore spassionato di J.D. (protagonista della serie televisiva Scrubs) per gli unicorni mi ha letteralmente contagiata. Infondo, entrambi siamo sognatori. Senza contare poi, che questo titolo mi ricorda molto La fine del mondo e prima dell'alba, un manga di Inio Asano.

Comunque sia, questo non è stato l'unico acquisto della giornata.
Per quel romanticone di mio fratello ho comprato L'ultima canzone di Nicholas Sparks, che penso leggerò anche io prima o poi.

Ma la torre di libri su cui si poggia la mia lampada da scrivania non fa altro che
 diventare sempre più alta, al punto che il paralume tocca la mensola.
Si sono aggiunti infatti dei libri che mi ha prestato la mia amica:
Le notti bianche di Dostoievski
Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer (di cui adoro il film).
Dulcis in fundo, la cara Giunti mi ha inviato una copia
di Kayla 6982 di Karen Sandler... More info?

p.s. Infine, io e la mia amica siamo riuscite ad entrare miracolosamente nella libreria affollata, esattamente qualche secondo prima che bloccassero le visite. La svendita aveva reso le mensole così deserte che siamo uscite a mani vuote. Almeno ci siamo consolate dei nostri precedenti acquisti, invece di aspettare e tentare la fortuna lì.

lunedì 24 settembre 2012

Ciclo i Grandi Classici

Può sembrare piuttosto scontato recensire un classico, come del resto descriverne la trama, i pregi, i difetti, e l'importanza secolare dell'autore. Sono d'accordo. Infatti, con questo mio post intendo raggrupparne almeno quattro e di descrivervi brevemente le mie impressioni personali sul loro conto. In maniera molto schietta - senza fronzoli e riverenze - e cercando di non dire le solite frasi trite e ritrite su questi titoli proposti e riproposti da tutti.


Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen
Un vero capolavoro. Chi se lo sarebbe aspettato che sin dalla prima pagina di un'opera datata 1813 avrei ridacchiato dell'umorismo di Mr.Bennet? I famigliari di Lizzie, anzi no, tutti i personaggi da lei incontrati, sembrano far parte del nostro mondo, del nostro secolo. Certo, non ci sono propriamente gli stessi usi e costumi di stare in società, ma i personaggi presentano personalità molto realistiche e fatti facili da contestualizzare nel presente. C'è dunque sagacia, acutezza, dicerie, fraintendimenti, pragmatismo, sarcasmo, e quanto di più vero e coinvolgente ci possa essere nella storia di una giovane donna che sta al mondo. Non lasciate dunque intimidirvi dal periodo storico, e ancor meno stereotipate la trama... Sono certa che il romanzo conquisterà chiunque si dia occasione di leggerlo. Le vie da percorrere nella vita sono tante, spesso si intrecciano ad altre o percorrono viaggi paralleli, altre volte sembra che si staglino a miglia e miglia distanti dalla meta, e ci si sente sempre più soli, al punto da tornare indietro... Un pregiudizio altri non è che un giudizio affrettato e debolmente fondato su di una cosa. Ci vorrebbe meno orgoglio per ritornare sui propri passi, sulle proprie opinioni. Ma la domanda è... chi ha peccato di troppo orgoglio, e chi di pregiudizio?
voto: 5/5

Il ritratto di Dorian Grey di Oscar Wilde
Il messaggio e le riflessioni che vengono lasciate da quest'opera sono decisamente interessanti. Nonostante ciò, non mi ha conquistata del tutto. Che dire, è stata senz'altro una lettura piacevole, ma ad un certo punto sembrava l'elenco della lista nozze: gioielli, zirconi, arazzi... i vasi da notte, l'autografo di Lady Gaga, l'iphone5, la borsa di Fendi, eccetera, eccetera. Avete capito, no? La storia presenta numerosi spunti riflessivi, davvero pregiati, notevoli, ma che non mi fanno dimenticare la parte di mezzo dell'opera del bel giovanotto che comincia ad assaporare avidamente ogni forma di materialismo, ogni elemento del buon gusto e del piacere estetico. Il finale, come molti ben sanno, è d'impatto. L'inquietudine che riaccende i neuroni del lettore è davvero un toccasana per tirare su di morale a chi come me si stava avvilendo con la mania dello shopping del protagonista.
voto: 3/5

 Cime tempestose di Emily Bronte.
Spinta dal romanticismo struggente del film, ho pensato di potermi struggere ancora attraverso il romanzo. Be, a struggermi mi sono strutta... ma non è una cosa positiva! Al di là della delusione di un'eroe tanto malvagio da non aver pietà per niente e per nessuno - compresa la sua Catherine - al punto di convincermi che Heathcliff incarni il diavolo, in quest'opera nota per le atmosfere inquietanti determinate dalla psiche umana, ad appesantire già il bel quadro tematico, vi è la forma. Ultra descrittiva sull'ambiente, i campi, l'erba... i sassi, le formiche, gli sputi a terra... Okay, Okay. Torniamo seri. E' vero che il titolo fa un certo all'ambiente, ma la storia risulta morbosa sia nei sentimenti dei personaggi che nel richiamo alla natura. Decisamente migliore è la storia - mai raccontata sul grande schermo purtroppo - della seconda generazione dei tre fratelli. Una storia che si muove per opera di Heathcliff, l'ultimo sopravvissuto dei suoi disgraziati fratellastri. I figli di questi idioti, che non hanno fatto altro che disseminare odio e averne patito altrettanto per opera di loro stessi, hanno modo - seppure in maniera traballante - di riscattare l'opera. Essi sbagliano, ma si pentono in quanto pedine di un piano superiore, facendo ammenda dei loro errori. Meno male! 
voto: 2/5

Jane Eyre di Charlotte Bronte.
Una vera rivelazione che merita più attenzioni rispetto alla precedente opera di sua sorella. Probabilmente non avrà "fatto storia", ma indubbiamente la suddetta opera è oggettivamente magnifica. Una protagonista pensante, colta da mille dubbi su ciò che la circonda perché, per quanto si possa esser coraggiosi e intelligenti, ci sono certe circostanze che finiscono per sommergerci al punto da lasciare un segno su di noi. Un segno su una ferita già aperta sin dalla triste infanzia. Un segno che ti perseguita nonostante provi a cambiare vita e ti immerga lontano dal luogo dove hai lasciato il tuo cuore. Un luogo che fa male quanto i ricordi ad esso collegati. Charlotte, per quanto descrittiva, non risulta per niente noiosa o prolissa. Non vorresti prendere mai a testate la sua modesta eroina, che non risulta pesantemente piagnucolosa, e ama in maniera timida e gentile. Per quanto abbia un atteggiamento dimesso mantiene in maniera pacata la sua dignità. E per quanto soffra fino alla disperazione, stringe a se le redini della propria vita, di modo da tirarsi su, per quanto sconfitta possa essere.
voto: 5/5


I qui presenti titoli sono editi da numerose case editrici. Sono opere così note e così notevoli nella storia della letteratura (inglese) da esser passati - chi più chi meno - alle stampe di numerose grandi case editrici. Una in particolare, la Giunti Editore, ne ha creato una collana dal formato medio-piccolo, prezzo conveniente con tanto di note nei punti giusti, rilegatura resistente e aspetto accattivante - le cover infatti, fanno uso di immagini che attirano lo sguardo, specialmente alcune che richiamano i film ispirati ad essi.

domenica 23 settembre 2012

Tra Oracoli e Risposte

In un periodo per me ricco di domande e nessuna risposta, pensare non mi porta a nulla. Certo lo so, ci vuole un po d'azione, quell'azione spericolata che non ti lascia nemmeno il tempo di impiegare il cervello in altro. Però io sono pigra e incredibilmente impegnata a fissare il vuoto. Dunque in questi giorni arrivo a trastullarmi con i libretti delle risposte; avete presente? Quelli che apri una pagina a caso dopo un attento rituale o non so quale espediente di calcolo eccetera, eccetera.

Non ho ancora provato i tarocchi o la sfera di cristallo,
non preoccupatevi! xD

Ma ecco qui un paio di siti di puro svago e intrattenimento fatuo. Un po come quando leggiamo l'oroscopo senza crederci - lo critichiamo se non dice nulla di vero, e rimaniamo stupiti quando ci sembra che alcune previsioni caschino a fagiolo per noi.
Come si può vedere da questo sito, Carol BoltGeorgia Routsis Savas si son dati da fare con Il libro delle risposte, Il libro dell'oracolo e Il libro delle risposte d'amore, consultabili comodamente online. Ho provato a consultarlo ma la mia domanda non coincide in maniera logica col tipo di risposta ottenuta (forse perché ho dimenticato il rito in cui bisogna toccarsi la fronte o che so io).
Uno di questi libri lo ha la mia amica, e mi sono sempre divertita nello sfidare la sorte a capirci qualcosa di me. Di mio invece, ho L'Oracolo della Sibilla, edizione Giunti Editore.

L'edizione è molto carina e "magica", come potete vedere dalle foto che ho scattato personalmente.

lunedì 17 settembre 2012

C'erano una volta tre giapponesi e uno statunitense...

Adoro le immagini.
Da questo momento in poi ne metterò molte.
Molto o poco attinenti. Vi dispiace?

La scelta di Zhang Ziyi non è casuale. Oggi vi propongo alcune citazioni che mi sconfinferano, e queste provengono da autori asiatici... o meglio, tutti meno che uno.


Anche un sasso viene consumato da una pioggia troppo forte.
Arthur Golden - Memorie di una Geisha,


Con tutta me stessa avrei voluto fermarmi: smettere di camminare, smettere di vivere. Il pensiero che ci sarebbe stato un domani, e poi un dopodomani, e poi una settimana, non mi era mai sembrato tanto insopportabile. Continuare a vivere nei giorni a venire con quella sensazione di sconforto totale mi ripugnava. Mi era ingrata anche la mia stessa figura che percorreva le strade come quelle di qualsiasi altro passante notturno senza rivelare lo scompiglio che aveva dentro.
Banana Yoshimoto - Kitchen,


A me andava benissimo essere una persona qualunque.Avrei solo voluto abitare in qualche mondo sotteraneo, dove per lo meno non arrivasse la luce del sole.Possibile che non esista un posto senza le risate dei bambini e le serenate d'amore?
Hitomi Kanehara - Serpenti e Piercing,


Guardare troppo lontano è un errore. Se uno guarda lontano, non vede quello che ha davanti ai piedi, e finisce per inciampare. Ma anche concentrarsi troppo sui piccoli dettagli che si hanno sotto il naso non va bene. Se non si guarda un po' oltre, si va a sbattere contro qualcosa. Perciò è meglio sbrigare le proprie faccende guardando davanti a sé quanto basta, e seguendo l'ordine stabilito passo dopo passo. Questo, in tutte le cose, è il punto fondamentale.
Haruki Murakami - Kafka sulla spiaggia,



venerdì 14 settembre 2012

30 giorni insieme, #30

La prima volta che ho incontro una poesia di Rainer Maria Rilke è stato attraverso il romanzo La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo (a proposito, consigliatissimo!). Egli è un poeta e scrittore austriaco degli anni a cavallo tra il 19° e 20° secolo. Senza tirarvela per le lunghe, vi dico che quest'uomo ha viaggiato molto, e tra gli impegni a teatro si è ritagliato un proprio spazio all'interno della storia della poesia. Nelle sue tematiche è importante dirvi che cerca di distanziarsi dai concetti teologici, preferendo ad essi una ricerca scientifica della verità. Ciò non va inteso come una nota di demerito. La penna di Rilke non manca di qualità, come noterete qui, in un pezzetto di lui. Spero vi piaccia.


A Lou Andreas-Salomé
Non posso ricordare. Ma quei momenti
puri dureranno in me come
in fondo a un vaso troppo pieno.
Non penso a te, ma sono per amore tuo
e questo mi dà forza.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue. Perché
cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me lieve
come un raggio di luna alla finestra.

*** -Si chiudono così i 30 giorni assieme- ***

Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore e...
cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti
in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date
poichè non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano
giorno in cui avrai la risposta.


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