Visualizzazione post con etichetta Recensione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Recensione. Mostra tutti i post

lunedì 8 ottobre 2012

La vita di un sognatore.

Urca, che assenza!
E' colpa degli esami le cui date si accavallano e creano un grumo nella linea del tempo, un concentrato di giorni in cui sei completamente occupata - anche quando non studi - a pensare agli esami. Fortunatamente questa sessione ha portato bei risultati, oltre alle solite paranoie esistenziali...
Comunque sia, la volta scorsa vi parlavo de Le notti bianche di Dostoievski.
Non pensate alla solita polpetta pesante, suvvia. Certo il linguaggio è bello alto, e se non hai vissuto sulla propria pelle certe esperienze, ti sembra che l'autore si faccia delle pippe mentali assurde... il che non è poi tanto sbagliato in fin dei conti. Ma queste "pippette" fanno davvero parte dell'animo umano. Sono così concrete e tangibili che le parole utilizzate mi hanno spaventata.
Ti ci riconosci, ti ci immergi - nelle parole intendo. Ti commuovi nel pensare che allora non sei solo a questo mondo, non sei la pecora nera, l'eccezione, c'è un intero gregge di gente singolare e senza padrone... un gregge che non sa condurre la propria vita e cerca le risposte dentro di sé. Puntualmente, non si trova mai una risposta adeguata, una chiave per aprire la grande porta che ci conduce alla felicità.
E allora cerchi, e scavi con le unghie così in profondità da non capire più fin quando potrai continuare a farti del male dall'interno.
Ci si sabota da soli. E questo fa ancora più male.
Ci si chiama sognatori, perché della realtà non hai ancora ben capito cosa fartene.
Non sai adeguarti ad essa e vivi dell'insaziabilità della tua immaginazione, sempre ferventemente immersa in un turbine di pensieri che fanno più male che bene... ma come farne a meno?
E allora ti senti sola. O almeno incompresa.

Allora sai cosa devi fare?
Prendi questo libro, aprilo e leggilo. Qualcosa di te, dei tuoi pensieri inespressi, inevitabilmente lo troverai. E allora capirai che infondo siamo tutti in cerca delle stesse risposte. Semplicemente noi siamo i "prescelti" che le cercano in maniera errante e infelice. Ma prima o poi, spero che tutti noi troveremo la nostra strada maestra. Nàstenka!

L'opera conta meno di un centinaio di pagine, abitate da soli due personaggi. Questa storia non è propriamente una storia, ma sono racconti di un vissuto interiore, di un non-vissuto per l'inadeguatezza di una persona quadrata in una vita troppo tonda. Lo stile può risultare un po pesante, e siccome i concetti sono astratti e si inerpicano nella descrizione di sensazioni del profondo, è inevitabilmente abbastanza articolato. Sembra che i discorsi siano stati buttati giù tutti d'un fiato sulla carta.
E' una lettura estremamente consigliata a chi cerca di spiegarsi qualcosa di sé.
Vi lascio con un estratto significativo (almeno per me).


[...] perché mi vengono talvolta dei momenti di una tale angoscia, di una tale angoscia! Perché comincia già a sembrarmi in quei momenti che non sarò mai capace di cominciare a vivere una vita vera, perché già mi è parso di aver perduto ogni tatto, ogni fiuto per il reale, il presente; perché, infine, ho maledetto me stesso; perché dopo le mie notti fantastiche mi vengono quei momenti di lucidità che sono orribili! Intanto senti come intorno a te strepiti e si aggiri nel turbine della vita la folla umana, senti, vedi, come vivano gli uomini - vivono nella veglia, vedi, che la loro vita non è interdetta, che la loro vita non si dissiperò come un sogno, come una visione, [...]
[...] perché tu diventi pure adulto, esci dai tuoi ideali di prima: essi vanno in polvere, in frantumi; se poi non c'è un'altra vita, ti tocca di costruirla con quei medesimi frantumi. E intanto l'anima chiede e vuole qualcos'altro! E invano il sognatore rovista, come nella cenere, fra i suoi vecchi sogni, cercando in quella cenere almeno una favilla da rianimare col soffio, per scaldare col rinnovato fuoco il cuore intiepidito e risuscitare in esso tutto ciò che prima era così caro, che toccava l'anima, che faceva fervere il sangue, che strappava le lagrime dagli occhi e ingannava sontuosamente!

lunedì 24 settembre 2012

Ciclo i Grandi Classici

Può sembrare piuttosto scontato recensire un classico, come del resto descriverne la trama, i pregi, i difetti, e l'importanza secolare dell'autore. Sono d'accordo. Infatti, con questo mio post intendo raggrupparne almeno quattro e di descrivervi brevemente le mie impressioni personali sul loro conto. In maniera molto schietta - senza fronzoli e riverenze - e cercando di non dire le solite frasi trite e ritrite su questi titoli proposti e riproposti da tutti.


Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen
Un vero capolavoro. Chi se lo sarebbe aspettato che sin dalla prima pagina di un'opera datata 1813 avrei ridacchiato dell'umorismo di Mr.Bennet? I famigliari di Lizzie, anzi no, tutti i personaggi da lei incontrati, sembrano far parte del nostro mondo, del nostro secolo. Certo, non ci sono propriamente gli stessi usi e costumi di stare in società, ma i personaggi presentano personalità molto realistiche e fatti facili da contestualizzare nel presente. C'è dunque sagacia, acutezza, dicerie, fraintendimenti, pragmatismo, sarcasmo, e quanto di più vero e coinvolgente ci possa essere nella storia di una giovane donna che sta al mondo. Non lasciate dunque intimidirvi dal periodo storico, e ancor meno stereotipate la trama... Sono certa che il romanzo conquisterà chiunque si dia occasione di leggerlo. Le vie da percorrere nella vita sono tante, spesso si intrecciano ad altre o percorrono viaggi paralleli, altre volte sembra che si staglino a miglia e miglia distanti dalla meta, e ci si sente sempre più soli, al punto da tornare indietro... Un pregiudizio altri non è che un giudizio affrettato e debolmente fondato su di una cosa. Ci vorrebbe meno orgoglio per ritornare sui propri passi, sulle proprie opinioni. Ma la domanda è... chi ha peccato di troppo orgoglio, e chi di pregiudizio?
voto: 5/5

Il ritratto di Dorian Grey di Oscar Wilde
Il messaggio e le riflessioni che vengono lasciate da quest'opera sono decisamente interessanti. Nonostante ciò, non mi ha conquistata del tutto. Che dire, è stata senz'altro una lettura piacevole, ma ad un certo punto sembrava l'elenco della lista nozze: gioielli, zirconi, arazzi... i vasi da notte, l'autografo di Lady Gaga, l'iphone5, la borsa di Fendi, eccetera, eccetera. Avete capito, no? La storia presenta numerosi spunti riflessivi, davvero pregiati, notevoli, ma che non mi fanno dimenticare la parte di mezzo dell'opera del bel giovanotto che comincia ad assaporare avidamente ogni forma di materialismo, ogni elemento del buon gusto e del piacere estetico. Il finale, come molti ben sanno, è d'impatto. L'inquietudine che riaccende i neuroni del lettore è davvero un toccasana per tirare su di morale a chi come me si stava avvilendo con la mania dello shopping del protagonista.
voto: 3/5

 Cime tempestose di Emily Bronte.
Spinta dal romanticismo struggente del film, ho pensato di potermi struggere ancora attraverso il romanzo. Be, a struggermi mi sono strutta... ma non è una cosa positiva! Al di là della delusione di un'eroe tanto malvagio da non aver pietà per niente e per nessuno - compresa la sua Catherine - al punto di convincermi che Heathcliff incarni il diavolo, in quest'opera nota per le atmosfere inquietanti determinate dalla psiche umana, ad appesantire già il bel quadro tematico, vi è la forma. Ultra descrittiva sull'ambiente, i campi, l'erba... i sassi, le formiche, gli sputi a terra... Okay, Okay. Torniamo seri. E' vero che il titolo fa un certo all'ambiente, ma la storia risulta morbosa sia nei sentimenti dei personaggi che nel richiamo alla natura. Decisamente migliore è la storia - mai raccontata sul grande schermo purtroppo - della seconda generazione dei tre fratelli. Una storia che si muove per opera di Heathcliff, l'ultimo sopravvissuto dei suoi disgraziati fratellastri. I figli di questi idioti, che non hanno fatto altro che disseminare odio e averne patito altrettanto per opera di loro stessi, hanno modo - seppure in maniera traballante - di riscattare l'opera. Essi sbagliano, ma si pentono in quanto pedine di un piano superiore, facendo ammenda dei loro errori. Meno male! 
voto: 2/5

Jane Eyre di Charlotte Bronte.
Una vera rivelazione che merita più attenzioni rispetto alla precedente opera di sua sorella. Probabilmente non avrà "fatto storia", ma indubbiamente la suddetta opera è oggettivamente magnifica. Una protagonista pensante, colta da mille dubbi su ciò che la circonda perché, per quanto si possa esser coraggiosi e intelligenti, ci sono certe circostanze che finiscono per sommergerci al punto da lasciare un segno su di noi. Un segno su una ferita già aperta sin dalla triste infanzia. Un segno che ti perseguita nonostante provi a cambiare vita e ti immerga lontano dal luogo dove hai lasciato il tuo cuore. Un luogo che fa male quanto i ricordi ad esso collegati. Charlotte, per quanto descrittiva, non risulta per niente noiosa o prolissa. Non vorresti prendere mai a testate la sua modesta eroina, che non risulta pesantemente piagnucolosa, e ama in maniera timida e gentile. Per quanto abbia un atteggiamento dimesso mantiene in maniera pacata la sua dignità. E per quanto soffra fino alla disperazione, stringe a se le redini della propria vita, di modo da tirarsi su, per quanto sconfitta possa essere.
voto: 5/5


I qui presenti titoli sono editi da numerose case editrici. Sono opere così note e così notevoli nella storia della letteratura (inglese) da esser passati - chi più chi meno - alle stampe di numerose grandi case editrici. Una in particolare, la Giunti Editore, ne ha creato una collana dal formato medio-piccolo, prezzo conveniente con tanto di note nei punti giusti, rilegatura resistente e aspetto accattivante - le cover infatti, fanno uso di immagini che attirano lo sguardo, specialmente alcune che richiamano i film ispirati ad essi.

giovedì 13 settembre 2012

30 giorni insieme, #29


Penultimo incontro. Di cosa parliamo? Di un libro di cui non si parla ancora abbastanza. Player One di Ernest Cline. Si tratta di un romanzo ricco di rimandi e citazioni, così numerose che è difficile da cogliere tutte. Oltre ai ricchi riferimenti e alla notevole creatività, la storia si muove nel futuro, nell'anno 2045. In un mondo fin troppo sovrappopolato la cui popolazione vive in stato di indigenza, OASIS rappresenta una via di fuga dalla realtà. Questo agognato mondo virtuale è come una salvezza o un dono... e questo dono sta cercando il suo proprietario. Il creatore di OASIS in punto di morte lascia intricati indovinelli fatti di giochi e citazioni: chi li risolve tutti sarà l'erede del programmatore.

I diritti del romanzo sono stati acquistati dalla Warner Bros prima ancora che il volume giungesse sugli scaffali delle librerie (nel 2011). A quanto pare, l'originalità di Cline è stata presto notata, e la storia si prevede ottima per i nostalgici degli anni '80. Se lo siete, non c'è da indugiare ;)



mercoledì 12 settembre 2012

30 giorni insieme, #28

Giungiamo lentamente agli sgoccioli della rubrica. Vi ricordo ancora la nuova pagina facebook, e la sua socia. Detto ciò, stasera proseguiamo con un doppio post. Abbandoniamo per un attimo il mondo della musica (misto a poesia nel caso di Ligabue) e parliamo di uno scrittore noto al mondo della letteratura contemporanea.
Carlos Ruiz Zafón è uno scrittore spagnolo che esordisce nel 1993 con Il principe della nebbia.
Ma conquista un più ampio pubblico nel 2001 con L'ombra del vento, allargando la sua fetta di lettori abbracciando un genere decisamente più adulto.
La trama nel senso generale ha ottime basi, decisamente affascinanti. 
Il Cimitero dei Libri Dimenticati. Uno scrittore misterioso. Un ragazzo in cerca di risposte.
Il tutto è raccontato mantenendo comunque il contatto con la realtà e la concretezza della vita del protagonista adolescente, Daniel. Attraverso di lui impariamo a scorgere la sua crescita interiore e il senso d'angoscia («L'ansia è la ruggine dell'anima.») tipico di un'età non propriamente facile - e non lo aiuta nemmeno la sua indole che lo porta in contro a circostanze da evitare.
Il talentuoso Zafon ha una una scrittura amabile, ammaliante. Parla di un po di tutto, comprese le sensazione dell'anima, che descrive con acutezza, in poche parole che giungono come uno schiaffo in pieno viso.
Devo ammettere che della storia in sé, ho meglio apprezzato alcuni aneddoti o aforismi, insomma, più del contenuto ne ho amato la forma.

Una menzione speciale la merita l'edizione, edita dalla Mondadori,
che vede numerose varianti, tutte molto pratiche ed economiche, oltre che ben fatte.

- Edizione: 5
- Contenuto: 4
- Forma espressiva: 4
- Prezzo: 5
Giudizio Finale: 4.5 /5

sabato 8 settembre 2012

30 giorni insieme, #25

Perdonate l'assenza. Forze di causa "minore" (minorate, rotture, fonti di stress... roba così, ecco!) mi hanno tenuta lontana dalla rubrica... A soli cinque appuntamenti dalla fine. Quindi acceleriamo la pubblicazione, e riparto con una lettura poco entusiasmante.
Una lettura da sedia a dondolo e copertina di pail... no va be, non esageriamo, è solo Settembre!
Eppure, in queste giornate piovose, o per lo meno "fresche" abbiamo bisogno di un romanzo che ci ricorda anche solo vagamente, le atmosfere nostalgiche del caminetto. Ed eccoci qui con Cecelia Ahern e la sua opera più nota, PS - I love you.
Senza mezzi termini: lo stronco.
Sì esatto... per quanto se ne parli, per quanto abbia una piacevole controparte cinematografica, questa storia non sa da farsi. Non sono una persona che si tira indietro dinanzi a storie lacrimevoli e dall'atmosfera pesante o straziante (vedi: Un uso qualunque di te, I fiori del male), solo che questa è patetica.
Tanto per iniziare, alla protagonista non manca il marito, il compagno di una vita; bensì le manca il palo che la aiuta a portare avanti la casa. Per carità, non voglio fare la moralista che pensa solo ai sentimenti, il pensiero pratico prima o poi si affaccia alla mente di tutti, anche nelle piccole questioni di tutti i giorni. Però, fondamentalmente la protagonista non ci racconta molto della personalità del marito, ma solo di quanto fosse servizievole, presente e magnifico nel dividere la vita con lei. Senza come, senza ma, né perché. A questo punto vien da chiedersi, ma è proprio quella precisa persona che stai piangendo? Proprio perché era lui e nessun altro?
E poi be, che dire... il fallo della storia è la protagonista, ma non scherza nemmeno la penna della scrittrice. Ho fatto fatica a leggerlo, non era abbastanza accattivante e tanto meno caloroso. Non mi ha infuso alcun sentimento, nonostante l'esito del romanzo lascia scorgere un punto di svolta nella protagonista che è pronta a vivere e a tuffarsi di nuovo, nelle giornate che compongono la sua nuova storia. Niente. Questo romanzo non mi lascia niente. E' vacuo e la protagonista non sa seriamente dove sbattere la testa. Tutto qui.
In compenso, vi consiglio di godervi il film, dalla trama saggiamente alterata ;)


- Edizione: 3
- Contenuto: 1
- Forma espressiva: 1
- Prezzo: 3
Giudizio Finale: 2 /5

martedì 28 agosto 2012

30 giorni insieme, #24

Ed eccoci qui. La rubrica sta quasi per volgere al termine, cliccate qui se vi va di dare un'occhiata agli appuntamenti precedenti. Intanto oggi parliamo del primo titolo della fortunata collana 'Y' della Giunti Editore. Si tratta di Speak, noto per lo più per il film interpretato dall'ormai famosa Kristen Stewart. Lo ricordo come se fosse ieri, il giorno in cui ricevetti il pacchetto con DVD+Libro. Il cofanetto è ben rilegato, tutto in bordeaux. Il libro è breve e rende in maniera coincisa le idee e le sensazioni di una ragazza la cui vitalità e spensieratezza della gioventù le son state strappate via, relegando la propria voce nel profondo, e annegando nella vita quotidiana, dove si muove silenziosamente fra i compagni, giorno dopo giorno.
Laurie Halse Anderson pubblica il romanzo nel 1999, e giunge in Italia - assieme al film sottotitolato in italiano - dodici anni dopo. E' valsa l'attesa, e vale la pena leggerlo. La storia narrata a mo' di diario è scabra di dettagli inutili o artificiosi francesismi. E' pulita e diretta, proprio come il difficile messaggio che Melinda cerca di far passare. A tratti è proprio scritta nel gergo giovanile, proprio per rendere la storia quanto più verosimile possibile. La protagonista è una teenager emarginata e cambiata. Cambiata da una sorta di incidente che non riesce a raccontare. Caccia quella sera via dai suoi ricordi, la prende a pugni fingendo che nulla è mai accaduto davvero. E nel tentativo di minimizzare gli eventi, urla silenziosamente
L'interpretazione cinematografica ricalca a dovere i giorni che si susseguono velocemente, e l'inerzia con la quale Melinda cerca di sopravvivere nascondendo il dolore. Ragion per cui, consiglio entrambe le versioni che sono inseparabili nell'edizione italiana.



- Edizione: 4
- Contenuto: 4
- Forma espressiva: 4
- Prezzo: 5
Giudizio Finale: 4 /5

lunedì 27 agosto 2012

30 giorni insieme, #23


  • L’SI – il Soggetto Ignoto, ovvero lo stronzo infinito
  • Il fascino sottile dello stronzo
  • La squadra antistronzi
  • La diagnosi dello stronzo
  • Lo stronzo al potere: organizzarsi contro
  • La strategia dello stronzo: il gioco senza regole
  • Anche lo stronzo è vulnerabile
  • Riconosci il capo stronzo e capirai dove lavori
  • Le promesse dello stronzo impostore
  • Lo stronzo onnisciente: un collega prezioso

101 modi per liberarti dagli stronzi e trovare soddisfazione nel lavoro è un titolo che salta agli occhi, nevvero? Mesi fa ero in autogrill e mi sono imbattuta in questa enorme colonna rosa con la prima parte del titolo ben visibile (e certo, perché la parola stronzi non passa mai inosservata sulla copertina di un volume bello corposo). Il sottotitolo è appunto: Gli stronzi al lavoro: manuale per riconoscerli e sopravvivere felici a cura di Luca Stanchieri. Non l'ho comprato, ma trovo sia divertente porre l'attenzione su questa uscita curiosa (e anche economica, diciamocelo). Vi lascio con la descrizione ufficiale!

"I luoghi di lavoro sembrano sempre più infestati da stronzi. E nessuno di loro è simpatico. Il capo stronzo rende la vita impossibile, il cliente stronzo ti rovina la giornata, il collega stronzo ti irrita; alcuni contesti lavorativi sono fondati sulla cultura dello stronzo tanto da definire una nuova categoria: le aziende stronze.
Supponenza, diffidenza, controllo, aggressività, invasività, presunzione, arroganza e, perché no, idiozia: la stronzaggine è un fenomeno relazionale che sembra avere il proprio luogo d’elezione nel posto di lavoro.
Questo libro si pone l’obiettivo di riconoscere e riassumere gli atteggiamenti e i comportamenti tipici di questa categoria e offrire mezzi di tutela e difesa."

- Edizione: 4
- Contenuto: 1
- Forma espressiva: 3
- Prezzo: 5
Giudizio Finale: 3 /5

martedì 21 agosto 2012

30 giorni insieme, #22

Un modesto spreco di carta. Ma perché confezionare un'edizione dalle pagine così doppie e ruvide? La grandezza della scrittura è grossolana e ingiustificata, come tutto il pacchetto.
Per quanto riguarda la lettura in sé per sé, non è malvagia. Fabio Volo scrive di situazioni comuni, esperienze sentite e vissute. In questo romanzo sentivo di poter capire le sensazioni della protagonista, eppure percepivo la lettura con distacco. Eran sentimenti ben articolati e tutt'altro che semplici, ma nonostante ciò, c'è qualcosa che rende apatiche quelle parole scelte con cura. Credo proprio che la penna di questo scrittore non mi sazi. Non aiuta nemmeno il modo in cui è stata impostata la storia. Ad un paio di pagine di diario si alternano le parole della protagonista, che nel frattempo sembra aver scacciato le inquietudini e i demoni del passato.


- Edizione: 2
- Contenuto: 3
- Forma espressiva: 3
- Prezzo: 2
Giudizio Finale: 2.5 /5

mercoledì 15 agosto 2012

30 giorni insieme, #21

Dal Corriere della Sera di Domenica 5 Agosto 2012, riporto il titolo 4° in classifica nella Narrativa Straniera: Jo Nesbø con Lo spettro - trascurando di proposito la trilogia erotica di E.L. James (ne si parla ad oltranza, per cui provo una diffidenza istintiva verso di loro). Ebbene, informandomi meglio su questo titolo, scopro che l'autore è già noto al pubblico per il suo thriller, Il leopardo. Nesbo parla della sua ultima opera in questi termini:

«Lo spettro è il mio libro piú cupo e feroce. Tecnicamente il mio libro migliore. Quello in cui ho cercato di coordinare cuore e cervello».


Del 2012, con 551 pagine per 19 €, la pagina ufficiale della casa editrice Einaudi, presenta l'opera con questa trama:
Bentornato agli inferi, Harry Hole. Sono passati tre anni da quando Harry Hole è andato via. Via da Oslo, via dalla Centrale di polizia, via dalla donna che ha amato e ferito troppo, e troppe volte. Ma dai suoi fantasmi no, da quelli non è riuscito a fuggire: l'hanno inseguito a Hong Kong e ora lo reclamano, e Harry non può non rispondere, non può non tornare. Oleg, il figlio di Rakel, il ragazzo che lui ha cresciuto come fosse anche figlio suo, è in carcere. Accusa: l'omicidio di Gusto Hanssen, il suo migliore amico. Movente: secondo gli investigatori, un regolamento di conti nel mondo della droga. Ma Harry non ci crede. Oleg, il suo Oleg, il bambino che lo teneva per mano e lo chiamava papà, può essere diventato un tossicodipendente, ma non un assassino. E a lui non resta che correre a casa, correre contro il tempo, in cerca di una verità diversa da quella già decretata. Una verità che si nasconde tanto nelle maglie dei sentimenti piú profondi che legano le persone, quanto nei quartieri dello spaccio, con l'ombra misteriosa di un nemico inafferrabile che lo vuole morto. 


- Edizione: 5
- Contenuto: 4
- Forma espressiva: 3
- Prezzo: 3
Giudizio Finale: 4 /5

martedì 14 agosto 2012

30 giorni insieme, #20


Non lasciatevi ingannare, questo è un titolo consigliatissimo. Il problema del voto sta tutta nella pessima edizione che, per quanto con l'ultimo volume uscito (il settimo) abbia migliorato la propria saldatura delle pagine, è e resterà carente. Le pagine sono macchiate di inchiostro, di cui è inevitabile insozzarsi le mani durante la lettura. L'intera rivestitura sembra cadere a pezzi e, con la nuova versione, si è inspessita inspiegabilmente e ha ancora più di un difetto. C'è da dire che almeno l'immagine sembra esser più pulita e le pagine ben attaccate... almeno questo!
Ma passiamo al contenuto. La grafica è abbastanza espressiva e piacevole. Nulla di vistoso. Non è certo in questo che spicca. La parte migliore di Piece, di Hinako Ashihara, è la storia, approfondita da riflessioni cariche di significato. Infatti, l'opera ha un costrutto psicologico interessante, imprevedibile ed estremamente efficace. Affascina la profondità con cui si scava nella vita delle persone, e se ne traggono delle spiegazioni, delle osservazioni - mai tacite. Ci vengono proposte diverse personalità e con un'incredibile abilità, l'autrice si destreggia da un capo all'altro della trama. Una trama inizialmente enigmatica, che si destreggia poi in maniera del tutto imprevedibile tra i vari personaggi - che spuntano ad ogni tratto come funghi - e dal fulcro centrale del mistero, si passa alla vita della protagonista; una vita che cambia e che emerge tra i sentimenti umani in cui lei stessa comincia ad impigliarcisi. Dove ci porterà questa lettura? Non si sa, è dubito si possa prevedere facilmente. Ma il viaggio è senz'altro piacevole, e c'è più di un motivo per cui seguire questa serie.

- Edizione: 1
- Contenuto: 5
- Forma espressiva: 5
- Prezzo: 2
Giudizio Finale: 3 /5

30 giorni insieme, #19

Direttamente dal mio ebook, sto leggendo L'indignazione di Haruhi Suzumiya. Le light novels di Nagaru Tanigawa sono i primi file ad esser stati aggiunti sul mio caro "Kyon" (ho battezzato il mio eb-reader ù.ù). Finora in patria si contano circa 10 novels, e io sto provando a leggerle tutte, in ogni modo. Sia tradotte in italiano dai fan, sia quelle che si riescono a reperire in inglese. Purtroppo, dopo un falso allarme della Mondadori, ci è voluto molto affinché questi libri giungessero in Italia. Non è da nemmeno un anno che la J-Pop (sempre sia lodata) li ha editati. Ahimè! Il verbo è lento a diffondersi. Sono reperibili solo due volumi. Il manga - sempre edito dalla cara e attenta J-Pop - è invece avviato molto meglio, con 13 volumi in corso, superando così le avventure spericolate e sovrannaturali narrate dalla versione animata del marchio La malinconia di Haruhi Suzumiya (e il film 'La scomparsa').

Ma bando alle ciancie, parliamo piuttosto dell'ottava novel che mi sto apprestando a leggere.
C'è il classico Prologo in cui il nostro narratore, Kyon, osserva l'umore di Haruhi. La lettura è come sempre scorrevole e sagace. Ironica e pungente. La nostra Haruhi sembra esser abbastanza tranquilla in questo periodo, e ciò è fonte di ansia per i suoi compagni. Ed è così, che a dar vita e brio alla Brigata SOS, c'è il Consiglio Studentesco che minaccia loro di eliminare il club mai propriamente riconosciuto. Invece di preoccuparsene, la nostra scalmanata protagonista riconosce l'avversario e accetta la sfida... Forza ragazzi!

- Edizione/Grafica: 4
- Contenuto: 4
- Forma espressiva: 5
- Prezzo: /
Giudizio Finale: 4 /5

lunedì 13 agosto 2012

30 giorni insieme, #18

I fiori del male di Lee Hyeon-Sook non ha niente a che vedere con Beaudelaire. E' un manhwa (fumetto di origine coreana) edito dalla J-Pop. Non lasciatevi ingannare dalla trama generale. Questa è una storia a dir poco affascinante. Sin dal disegno si percepisce il tormento e l'oscurità di questa storia.
La fragilità di esistenze interrotte, dalla fisicità preponderante e dalla mente ossessionata.  La protagonista è terribilmente affascinante.  Terribilmente, appunto.  Ha un qualcosa di austero nei lineamenti, un fisico asciutto e pulito, piatto e severo, eppure intenso, eppure seducente. 

Qualcosa di dannato che attrae lui,
il fratello gemello,
e lo respinge allo stesso tempo.
Ma è amore o ossessione?
E' paura di  spezzare il cordone ombelicale
o di vivere questa passione?
Cos'è questa relazione tra
Se Wa e Se Joon,
e che ruolo avranno i terzi?

La storia inizia con un tono cupo e questo attaccamento morboso da parte di lei, finché la trama non si capovolge e lei inizia a costruirsi un proprio spazio, ad aprirsi alla vita che ha sempre tenuto a distanza. Il percorso della storia tiene sempre sulle spine e le pagine si leggono con desiderio... quasi come i due gemelli, che si cercano e si respirano l'un l'altro. Una storia psicologica, seducente, tremenda, triste. Da leggere!

- Edizione/Grafica: 4
- Contenuto: 4
- Forma espressiva: 4
- Prezzo: 4
Giudizio Finale: 4 /5

domenica 12 agosto 2012

30 giorni insieme, #17

Londra non è propriamente una città economica, questo si sa. Ma una cosa è estremamente vantaggiosa: comprare libri. Esatto, non sto scherzando. Tra catene varie e librerie indipendenti, c'erano numerose offerte. Il prezzo di copertina è già di per sé conveniente, poi ci sono i 3x2, gli sconti, le numerose edizioni economiche da lasciare l'imbarazzo della scelta. E' stata davvero una goduria e non ho resistito dal comprare e comprare.
Memoirs of a Geisha di Arthur Golden è uno degli acquisti fatti in viaggio l'anno scorso. E' della collana Vintage, in cui ogni libro ha un proprio colore. A Memorie di una Geisha è stato assegnato il rosso. Il volume è completamente rosso, dalla costa al bordo pagina, persino il titolo è rosso chiaro su rosso scuro. Per quanto me la cavi con l'inglese non sono un genio eh! Però vi consiglio questo libro. A parte che è bello, ma è inutile che ve lo stia a dire - la sua fama lo precede -, e poi è scritto in maniera estremamente semplice ed intuibile. Ottimo dunque anche per gli apprendisti che, vi assicuro, nonostante leggere in una lingua straniera possa portare un po di noia, con questo romanzo è inavvertita. Provatelo. ;)

- Edizione: 3
- Contenuto: 5
- Forma espressiva: 4
- Prezzo: 5
Giudizio Finale: 4.5 /5

sabato 11 agosto 2012

30 giorni insieme, #16


A Gennaio è terminata la serializzazione in Italia di Momo (Welcome to the Worldend Garden) di Mayu Sakai, 7 volumi edito dalla Planet Manga (che stavolta non toppa del tutto con l'edizione haha).
I disegni sono quelli in voga negli utlimi anni: occhioni a tutta faccia, capelli impreziositi da onde e acconciature, abitini freschi e vivaci. Insomma, ci tiene molto alla presentazione, e lo si nota anche nelle cover che ho fotografato qui sopra, ognuna con un colore e un abitino diverso. Belle vero?
Tra i tanti "shoujetto" disegnati in maniera impersonale, la Sakai ci mette un po più di suo, e cura nel dettaglio la grafica delle sue opere, in tutti i suoi movimenti e nella realizzazione delle scene. Per ogni pin-up da lei realizzata con un accurato uso dei colori, vi è un commento - talvolta inutile e noioso, ma pur sempre caldo, di modo da affezionarsi all'autrice.
La storia ha qualche forma di banalità mista all'ingenuità dei personaggi che li rendono un po fantocci. Ma è molto piacevole proseguirne la lettura, e in ogni volume c'è sempre un "capitolo forte" e di imprevedibile interesse. Talvolta è un flashback, altre volte un'azione di cui non sappiamo spiegarci il perché, poi ci sono i pensieri della protagonista che non si conosce a fondo nemmeno da sola.
Insomma, Momo è un manga delizioso e dal contenuto leggere. Offre qualche spunto narrativo interessante, caratterizzato con molta semplicità. Meno semplice è l'aspetto grafico: un vero piacere per gli occhi.

- Edizione/Grafica: 4
- Contenuto: 3
- Forma espressiva: 1
- Prezzo: 5
Giudizio Finale: 3 /5

30 giorni insieme, #15


Amabili resti. Alice Sebold. Trasposizione cinematografica con Saoirse Ronan, Rachel Weisz, e in un ruolo marginale Susan Sarandon. Regia di Peter Jackson (Il signore degli anelli, ndr).
Si presenta bene eh? Attualmente è sul comò di mia madre, io lo lessi una settimana prima che il film calcasse le sale cinematografiche italiane. L'inizio è ormai noto a tutti. Susie Salmon è una ragazzina che narra in prima persona, senza girarci attorno, il giorno della sua morte. Come se i suoi occhi si staccassero dal suo corpo violentato e fatto a pezzi, lei racconta con distacco l'avvenimento più prepotente della sua vita, un avvenimento che non vedrà mai propriamente la luce. Inizia così il racconto, sempre dagli occhi di lei, che spia la famiglia e le conseguenze della sua tragica scomparsa. Pezzo per pezzo, indizio per indizio, scontri in famiglia e strade che si dividono... questo e molto altro accade alla famiglia di Susie. La stessa Susie che nel narrare il racconto va indietro con la mente, ai ricordi di una vita felice - come essa era prima che qualcuno minacciasse la sua esistenza.
Ma qual'è il senso di questo racconto?
Quando si arresterà lo sguardo che pone sulla famiglia, che la veglia e la osserva senza poterne interferire?
 Fino a che punto assisterà a tutto ciò? 
Riprenderà mai una forma, anche solo per un attimo?
Lo lascio scoprire a voi. E vi anticipo (in maniera criptata) che il finale è privo di materialità. Non è una storia di vendetta, per quanto la rabbia salga su al cervello e ti fa venir voglia di urlare al colpevole. L'unica e ultima cosa che conta, è vivere quel po che puoi e che non ti era stato concesso.


- Edizione: 4
- Contenuto: 5
- Forma espressiva: 5
- Prezzo: 4
Giudizio Finale: 4.5 /5

venerdì 10 agosto 2012

30 giorni insieme, #14


Direttamente dalla scrivania di mio fratello, mi avvalgo di un suo suggerimento: Fabio Volo con È una vita che ti aspetto.
Mai letto nulla di questo scrittore che sembra raggiungere il pubblico parlando di vita, estrapolando idee e sensazioni comuni, eppure non sempre propriamente enunciate. E lui lo fa, a quanto pare in maniera anche abbastanza accattivante. Ogni suo romanzo è diviso in capitoli, abbastanza brevi, scorrevoli. Sedici capitoli e centosettantanove pagine. Edito dalla Mondadori nel 2003, quello citato è il secondo dei suoi sei romanzi.
Nonostante ve ne parli qui, sembra che questo, tra i libri di Volo, sia quello meno elogiato. Certo, non manca della solita scorrevolezza tipica dell'autore, ma non spicca per il contenuto. Dunque, inizio col citarvi questo nel mentre che mi appresto ad iniziare Un giorno in più, così potrò parlarvene a dovere in rubrica.
Confido che questa lettura posso attrarre anche chi propriamente non è un accanito lettore in generale.

- Edizione: 3
- Contenuto: 2
- Forma espressiva: 3
- Prezzo: 3
Giudizio Finale: 3 /5

mercoledì 8 agosto 2012

30 giorni insieme, #13


Un'intera trilogia da consigliare. Un'avventura, o meglio, almeno tre, con protagonisti adolescenti, le cui vite non hanno nulla in comune e mai sarebbero potute avvicinarsi nemmeno vagamente se solo un viaggio non li avesse uniti. Nadia è selvaggia, spontanea e pratica. La sua personalità sembra strabordare oltre la mora figura esile. Lui, Alexander, è il classico ragazzo scanzonato e un po viziato dalla vita di città. Alla guida di questo viaggio per il National Geographic c'è la nonna. Una nonna fuori dal comune, tosta e intraprendente, quasi come Nadia, con la curiosità di inoltrarsi e far luce sui segreti del mondo. Dall'America Latina, alle montagne innevate e ancora più. Anno dopo anno i ragazzi crescono, le esperienze aumentano, i viaggi cambiano meta e il legame si rafforza. Ma a farla da padrone a questa trilogia, sono principalmente i viaggi e le peripezie in cui incorrono i personaggi. Avventure rischiose, intrighi, ma anche sensazione ultraterrene (tipici dell'autrice).
Una firma, Isabel Allende, che è una garanzia. Stavolta si cimenta in romanzii indirizzati ai ragazzi, e li dedica proprio ai suoi giovani nipoti. Una lettura ricca di esperienze straordinarie, fuori dal comune, in luoghi remoti.
Piccola nota è che non spesso la storia risulta scorrevole come dovrebbe... c'è un po di attrito e si vede che la Allende non si esprime come suo solito ma cerca di trattenere la propria penna per il pubblico giovane.

Nell'ordine di lettura,
La città delle bestie,
Il regno del drago d'oro,
La foresta dei Pigmei.


- Edizione: 5
- Contenuto: 3
- Forma espressiva: 4
- Prezzo: 5
Giudizio Finale: 4 /5

martedì 7 agosto 2012

30 giorni insieme, #12


Spaventapasseri viventi di R.L. Stine.
Chi non ha mai letto un Piccoli Brividi? Questo qui è ambientato in una calda giornata di campagna... Classica ambientazione da storiella dell'orrore. Atmosfera calda, stagnante, giornate cocenti e case polverose. Cigolii, un'ombra alle spalle, la sensazione di esser spiati. L'angoscia. Il sospetto. I pensieri che si fanno morbosi.
Poche pagine per una storia leggera, per un target da teenager. Un regali ideale anche per un ragazzino che non ha ancora approcciato nel modo giusto la lettura.



- Edizione: 3
- Contenuto: 3
- Forma espressiva: 3
- Prezzo: 4
Giudizio Finale: 3.5 /5

lunedì 6 agosto 2012

30 giorni insieme, #11


Hehe non poteva mancare in questo periodo, no?
Lasciamo il fumetto asiatico per quello Disney. E cosa c'è di meglio di Paper Olimpiadi?
E' un pezzo vecchiotto della mia collezione di raccolte Disney, come si può scorgere dal prezzo in lire. Capirete che da piccola non mi perdevo nemmeno un mercoledì l'uscita di Topolino. Ora, di tutti quei numeri, me ne rimangono solo un paio speciali, tipo le uscite di Natale o Pasqua, per il resto non ho più niente se non i miei tomi a tema.




- Edizione/grafica: 3
- Contenuto: 4
- Forma espressiva: 3
- Prezzo: 5
Giudizio Finale: 4 /5

domenica 5 agosto 2012

30 giorni insieme, #10


Tornano i manga e torna Un fiocco per sognare, un fiocco per cambiare di Megumi Mizusawa. I volumetti sono appena visibili dalla mia foto, ma sono sempre gli stessi discussi nel post di Maggio. Forse non molti sapranno che la serie ha avuto uno spin-off, Hime-chan no Ribbon Colorful, di Shiho Komiyuno.
Quattro volumi editi dalla Planet Manga per € 4.30. I disegni non mi entusiasmano per niente... sono quelli monotoni e "chiassosi" visti e rivisti negli shoujo degli ultimi 10 anni. Ma al di là di questo, la storia non sembra aver preso una piega tanto deplorevole; nemmeno per quelli che si aggrappano alla versione originale disdegnando qual si voglia strumentalizzazione del noto titolo degli anni 90.

- Edizione/grafica: 2
- Contenuto: 4
- Forma espressiva: 4
- Prezzo: 4
Giudizio Finale: 3.5 /5
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...